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Home > Quests > Quest 16 
Le Legioni Rosse

Stato:  Terminata

Organizzata e Gestita da:  Admin Enigma
ozioni GdR
Capitolo I: Invasione!

Una Masnada di Guerrieri Vendicatori avanza tambur battente verso la Capitale sfoggiando i vessili d'una antica civiltà da tempo dimenticata.
Assassini, dannati sen'anima e senza cuore, mercenari, furfanti di ogni sorta...
La Legione Rossa, i signori terrifici, mostrano i loro rossi mantelli e le loro scintillanti armature per la prima volta oltre la cittadella, per la prima volta, dopo secoli, oltre la loro roccaforte...






"MARCIAMO! Per la Vendetta!
MARCIAMO! Per la Gloria delle Rosse Legioni!
MARCIAMO! Per la Conquista!
MARCIAMO! Per ricchezza, fama e potere!"



Era Lui, il Signore Terrifico... Lui il loro capo, diverso da loro, più potente...
Tundhor, il suo nome riecheggiava fra le montagne e le vallate...
Tundhor, il suo nome veniva urlato dai guerrieri della legione...

Marciavano da giorni, facendo tremare la terra al loro cammino.
Muovevano battendo le spade sugli scudi, diretti alla Capitale di un Impero che avrebbero voluto far cadere ai loro piedi.

Ad un tratto il loro signore alza il pugno, e di colpo l'esercito si arresta come fosse un unico blocco, un unico essere.


"Uomini! Combattenti! Condottieri delle Legioni Rosse! Ambrosia cadrà, pezzo dopo pezzo!
*I guerrieri acclamano le parole del loro signore battendo velocemente le spade sugli scudi producendo un poderoso rumore metallico*
Approfitteremo della loro stolta distrazione, poichè troppo presi dall'occuparsi dei morti hanno lasciato incustodita la loro città di vivi!

Prenderemo le loro donne! Daremo fuoco alle loro case e Navi! Sgozzeremo i loro cavalli! Ed il rosso sangue sgorgherà a fiumi nella città d'ambra!"


E cosi fu...

Gli Uomini di Ambrosia erano presi dal liberare il loro cimitero, pronti a dare battaglia ai morti per rendere giustizia ad un altro morto, un loro vecchio imperatore...
E cosi la città era semi deserta, ma Tundhor non si lasciò ammaliare dalla ghiotta occasione... Non cascò nella trappola di tentare un assalto al centro della città, no... era troppo furbo, ed aveva vissuto per abbastanza secoli per progettare un piano adeguato...

"Legione Rossa! Aggiriamo il Cimitero, e dirigiamoci verso i campi! Attaccheremo le prime due cinte murarie, a Sud Ovest! E chiuderemo quella zona con le nostre mura!"

A levarsi stavolta non fu un coro o un forte rumore d'armi, erano troppo vicini agli umani per potersi permettere di dare nell'occhio... E dunque, nonostante le pesanti armature, la legione si mosse celere come il vento, disperdendosi fra le fronde, per poi arrivare alla prima cinta muraria...

"ALLA BATTAAAAAAAAAAGLIAAAA!!! Uccidete tutti i guerrieri, stuprate le loro donne e dopo tagliate loro la gola! E lasciate un solo sopravvissuto, cosi potrà raccontare la storia di Tundhor il Signore Terrifico e delle Legioni Rosse!"

Come belve assetate di sangue macchiavano le loro armature del rosso di ambrosia, si, il sangue dei civili e dei combattenti...

Un giro di clessidra, o poco più, e la prima cinta muraria cadde inesorabilmente permettendo loro di creare un primo accampamento...

"Fate giungere il carro coperto! Ed allestite una tenda, qui sarà il nostro primo punto di ritrovo!"





Ma non era finita...

"Lasciate i feriti, poichè saranno morti per la gloria della Legione, sul campo, combattendo!
Adunatevi, ed inviate i tre con i destrieri più veloci a chiamare la seconda legione, siamo pronti a conquistare il ponte!"



E cosi cadde il mercato...
E cosi cadde l'accademia di magia, murata anch'essa, cosi da non permettere la fuga ai maghi dormienti rinchiusi nelle stanze magiche...
E cosi caddero le arene, usate per danze e canti di battaglia nelle lingue più strane e sconosciute...

La Legione era alle porte del centro città... Lì ci sarebbe stato un ulteriore campo di ritrovo...





"Riunite i generali della prima e seconda legione! E muovetevi con quel dannato muro! Il Ponte sarà presto nostro!"


Intanto alcune spie controllavano a distanza il combattimento degli ambrosiani... Il cimitero era quasi libero, era ormai questione di tempo prima che gli uomini rientrassero nella loro capitale...

Un guerriero rosso si mosse, silenzioso, correndo a cavallo a riferir dell'accaduto... Bisognava fare in fretta, per far avere la splendida sorpresa ed organizzare il benvenuto agli umani...

Cavaliere:"Mio Signore Tundhor, gli umani hanno ormai quasi terminato il loro combattimento... che disposizioni avete?"

Il Signore Terrifico mostrò un ghigno sul volto dallo strano colore, chiamò a se cinque uomini, e disse loro quanto segue...

"Tre di voi si occuperanno di incendiare le Navi e di posizionare l'esplosivo sui bordi del porto!
Uno di voi vada a controllare la prima cinta muraria, nessuno dovrà nè uscire nè entrare se non sotto mio ordine!
E tu... Va in città e sgozza i loro destrieri! Premurati di lasciar le loro membra innanzi la banca, ed il loro sangue sparso fra i ciottoli della città!"



Poco bastò per effettuare i suoi comandi... Poco ci volle per conquistare anche il ponte...





Le due cinte erano ormai occupate.. l'Invasione era riuscita, e gli umani avrebbero trovato una mal gradita sorpresa al rientro dal cimitero...

"IO SONO TUNDHOR! SIGNORE DELLE LEGIONI ROSSE! E' QUESTA TERRA MI APPARTIENE!"






Queste le urla del Signore Terrifico che, con un tocco della mano, rese intrisa d'un campo magico la porta al ponte, ghignando e ridendo sonoramente, in attesa del suo diletto, in attesa di mostrarsi agli umani e render loro atroci sofferenze...



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Capitolo II: Fallimento


Molte lune eran ormai trascorse dall'Invasione...
La città d'Ambrosia era marchiata a ferro e fuoco dalle Rosse Legioni e dal loro Signore, Tundhor, essere sovraumano e apparentemente imbattibile...

Era mattina, quel giorno, e come ogni mattina dall'inizio di questa straziante torturai cittadini cercavano di salvare i propri cari rintanandosi negli edifici ancora intatti, come la Biblioteca o il Castello...
Era mattina, il sole illuminava i tetti e i volti di chi ancora combatteva, incessantemente, ormai dalla notte prima...

Oltre le mura, lontani dalla battaglia, un manipolo di uomini avanzava spavaldo e fiero di sè, tenendo sotto controllo ogni arbusto o pietra sulla strada.
Cinque uomini, o almeno tali sembravano, in pesanti armature ferree e con mantelli blu... sembravano tutti uguali, al di fuori di uno, l'unico a cavallo, l'unico con un'armatura d'altro materiale, Mithril, agli occhi di un abile fabbro o di un vissuto guerriero, il materiale più leggero ed esistente mai conosciuto...

Avanzavano, incessantemente, mietendo come vittime i manigoldi del Signore Terrifico, appostati in ogni angolo dei confini umani.
Sembrava conoscessero i loro punti deboli, sembrava potessero abbatterli facilmente, senza quasi subire ferita alcuna...

Avanzavano, a passo svelto e pesante, quasi volenterosi di far avvertire la loro presenza.
Poche ore ed i loro elmi e spade si mostrano alla Capitale... poche ore, passate a marciare, ed ecco che giunsero alle mura gigantesche di Ambrosia, in cerca di chissà chi o cosa...



"Siamo giunti dunque... dopo secoli... questa è la Nuova Ambrosia dunque... non è molto diversa da come ricordavo... speriamo che tale incontro sia proficuo, o di quel ricordo resterà solo un dipinto del passato e nulla più...

Andiamo uomini... cercate il Consigliere, c'è da discutere di Guerra, e sapete che è la seconda cosa che preferisco fare, ovviamente dopo il Combattere.."






Non ci volle molto tempo prima che quegli uomini fossero notati ed accolti, con ovvia diffidenza dai Cittadini...

Il Consigliere Imperiale, Damien Beren, era per loro fortuna in piazza, in una piccola adunata con i combattenti, ed all'udir quelle parole concesse immediatamente la convocazione di un'assemblea straordinaria...



"Salute figli di Mithra... Il mio nome è Lord Adelor, giungo qui per cercare alleanza poichè, a quanto pare, abbiamo un nemico comune...

Combatto quel nemico da secoli, e conosco molto bene le sue mosse, solo alleandoci potremmo sconfiggerlo, fidatevi..."



Si recarono dunque alla Sala Assemblee, a qualche passo dal castello della Milizia, il secondo edificio più sorvegliato, dopo il Castello Imperiale, ovviamente...

I quattro uomini dal manto blu rimasero fuori, mentre Lord Adelor entrò insieme ad una donna, sopraggiunta poco dopo sul posto, facendo seguito ad una decina di cittadini...






"Signori, giungerò subito al sodo dato che da Condottiero quale sono non amo perder tempo mentre ai pochi passi da me si sta combattendo una guerra di enormi dimensioni...

Chiedo a voi due sole cose, di non chiedermi di toglier il mio elmo, e di ascoltare attentamente ciò che dirò..

Non toglierò il mio elmo poichè non appartengo alla vostra razza, nè alle altre che voi conoscete, e per tal motivo non amo affatto essere fissato in viso mentre espongo dei piani militari...

Come detto, io ho qualcosa che voi non avete... io conosco il nemico... lo combatto da secoli, e sono qui per proporvi il mio aiuto per sconfiggerlo definitivamente...

Ahimè, un tempo, il suo potere non era forte quanto quello d'oggi... non possedeva quello scudo che, come voi avrete capito, lo rende quasi imbattibile... Uno scudo simile al mio, come potete vedere, che ci rende unici nel nostro genere, oltre alla nostra razza...

Sappiate che un tempo i suoi seguaci erano uomini come voi, ma, accordatisi con gli Oscuri, furono maledetti dai loro necromanti, acquisendo un potere superiore, e, come avrete notato, un colore differente della pelle che ora è rossa come il fuoco...

Conosco la vostra città come nessuno forse, conosco i tunnel sotterranei, i passaggi fra le mura, le caverne segrete, e, se vorrete, insieme batteremo Tundhor mettendo fine a questa guerra..."



Purtroppo... il Condottiero dalla razza ignota non fu accolto con tappeti rossi e rumori di trombe... molti, accecati dall'orgoglio e dalla fama di Ambrosia, lo ritennero quasi un folle guerriero decaduto che, sconfitto più volte, era venuto a chiedere disperatamente aiuto..

Non si accorsero che erano loro i disperati, e Lui la loro unica speranza di vittoria...

Gli Uomini si erano dimostrati nuovamente stolti... accecati dalle loro plurime vittorie in passato, s'erano scordati dei vecchi alleati che corsero in loro aiuto, Gelidi ed Elfi, ed avevano trascurato troppo la potenza del nuovo nemico...

Lord Adelor, dunque, irato come non mai decise di abbandonare la Sala, lasciando gli umani alla loro guerra, e sperando, in cuor suo, che avrebbero davvero saputo battere da soli il nemico, poichè non era solo Ambrosia a rischiare, ma il l'intero Mondo...






"Rientriamo all'accampamento... questa Ambrosia non merita il nostro aiuto... Questi cittadini non meritano alleati del nostro calibro, poichè non sanno cosa voglia dire il rispetto...

Combatteremo da soli, come abbiamo sempre fatto, e lasceremo che paghino col loro sangue la loro stoltezza poichè il sangue è l'unico verbo che loro conoscono ed ascoltano..."




E cosi fu... Un nuovo attacco... più poderoso del precedente, portò le Legioni Rosse ad invadere Ambrosia...

Centinaia di uomini morirono quel pomeriggio... centinaia di donne furono rapite... Ambrosia stava pagando ancora la propria superbia, e il Signore Terrifico non faceva altro che deriderla in pieno volto...

"Ahahahah! Cosa c'è signori? Il vostro alleato cosi forte e potente se n'è andato? Siete stati capaci di far ritirare sconsolato anche il più grande dei miei avversari? Ahahah! Ridicoli!

Avete sciupato forse l'unica possibilità per sferrarmi un colpo basso, l'unica occasione per farmi perdere forse qualche tempo, ma non di certo per sconfiggermi...

Adelor non può competere con i miei nuovi Generali... Adelor non conosce il loro potere, ma presto... Oh! Statene certi! Presto lo conoscerete voi! AHAHAHAH!

Ed ora COMBATTETE O MORITE!"



Questa Guerra, oramai, sembrava non aver più fine nè soluzione positiva per Ambrosia...




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Capitolo III: Riscossa: "La Grande Schermaglia"


Alcune lune passarono, celermente, dopo quell'incontro...

L'invasione continuava, incessantemente, con furti, incendi ed uccisioni... bisognava porre fine a tutto ciò, bisognava prendere coraggio e sferrare un attacco deciso, che sarebbe valso la vittoria o la sconfitta...


E tuttò accadde, come previsto da un Divino destino, da un Fato forse già scritto... Era ovvio, daltronde, che gli umani non sarebbero restati a guardare o, ancor peggio, fuggiti in qualche tunnel nascosto...

Arrivò quel Giorno, il Giorno della Battaglia...
Arrivò quel Giorno, il Giorno della Morte o della Vita...




L'esercito, se pur d'infimo numero rispetto al passato, era schierato alle soglie della porta Ovest ove, la Paladina Illuminata, Generale delle Legioni Illuminate di Lord Adelor, li attendeva per svelar loro l'unico punto debole in quelle impenetrabili mura che un tempo erano la loro difesa...

Lì avrebbero attaccato, colpendo l'unica porta lasciata aperta per l'arrivo delle provviste e delle altre Legioni Rosse...
Lì, con occhi accecati di rabbia, avrebbero sferrato il loro più potente colpo, prima di tentare l'invasione in quelle terre che pochi mesi addietro erano governate dalla quiete...


E cosi fu... ancora una volta... Gli umani, soli in questa battaglia, fecero cibo per corvi dei corpi dei nemici trovati sulla strada... Ogni legionario dal rosso manto fu abbattuto anche se, talvolta, alla morte d'uno corrispondeva l'apparire di cinque...

La prima battaglia continuò per delle ore finquando, improvvisamente, il loro Lord, Tundhor, Signore Terrifico, apparve innanzi ai valorosi guerrieri...


"Ohohoh... sto tremando come una foglia al vento! Cos'abbiamo qui? Un esercito allo sbaraglio che si crede possente solo perchè capace di abbattere i miei uomini peggiori? Oh sono davvero colpito signori!

Debbo tuttavia darvi atto del vostro coraggio, e per questo vi proporrò un patto...
Voglio sfidarvi, uno per uno, facendovi combattere con i miei Generali Terrifici! I gioielli del mio Esercito! Ognuno di voi sfiderà uno dei miei e, chi rimarrà vivo al termine, avrà vinto questa Guerra...

Una sfida fra guerrieri d'onore, come me, vi consiglio dunque di accettarla..."



E gli Umani accettarono la sfida come è d'ovvio credere...

Alla Grande Arena, l'Arena dei Guerrieri, si tenne il duro conflitto...
Gli uomini erano schierati d'un lato, i Generali Terrifici dall'altro... Minacce e parole irripetibili volavano fra quelle mura ma, come ci si poteva attendere, non fu altro che una trappola!





Orde di nemici entrarono nell'arena accerchiando gli Umani alla prese con i Generali! Decine e decine sfiancarono i già stanchi corpi dei combattenti! E quel che più fu grave, è che ogni uscita era sbarrata...

Abile stratagemma di Tundhor che, mostrandosi guerriero d'onore dapprima, poichè, sotto scorta di un umano aveva fatto perlustrare l'Arena in quel momento sgombra da trappole o blocchi di guerrieri, aveva attirato nella sua rete tutti i guerrieri di Ambrosia, si, proprio come un Ragno sa fare con le farfalle...



Nel frattempo, tuttavia, qualcosa accadeva al di là del ponte...
Una piacevole sorpresa avrebbe colpito come una marea incontrollabile i guerrieri di Ambrosia...

Una masnata di manti blu avanzava incessantemente verso il ponte, pronta a dar battaglia fino alla morte pur di ottenere una vittoria!

Erano loro, i Signori Illuminati, guidati da Lord Adelor e dalla Paladina Ruby, giunti con una legione per ogni lato delle mura per portare soccorso agli umani!





In breve presero il ponte, facendo cadere quelle mura maledette dal demonio dal rosso mantello!
In breve conversero verso il centro, sbaragliando le orde di nemici che si erano già rimpolpate come api nel loro alveare!

Fu questione di tempo, il lato ovest era libero, ed il ponte fu reso nel medesimo stato ancor prima!



Ma intanto gli Umani, ignari dell'arrivo degli alleati, continuavano a sputare sangue nel tentativo, apparentemente vano, di sbaragliare i generali nemici!

I maghi furono i primi ad essere attaccati, colpo da maestro prevedibile da uno stratega come Tundhor!

Ma i guerrieri di Ambrosia avevano qualcosa in più per cui combattere...
Avevano le loro famiglie, avevano i loro concittadini da difendere...
Avevano negli occhi giovani vite stroncate dal colpo di una spada insanguinata; donne stuprate alla mercè di rozzi legionari dannati!

Questo gli valse la vittoria... questo fece la differenza in quell'arena...

Ma non era ancora finita...

Le porte si sbloccarono improvvisamente, al cessare dello scontro...
Gli umani si precipitarono all'esterno ma, loro malgrado, la via era ricoperta da esplosivo reso invisibile da chissà quale demoniaco sortilegio!

Molti persero la vita... troppi... il morale era ormai a terra... gli uomini erano stanchi, il Consigliere malato, e i maghi quasi privi di reagenti...



E cosi fu ancora maggiore la gioia nell'incontrare Lord Adelor al di fuori dell'Arena!



"Ho portato qualche amico, spero non vi dispiaccia ambrosiani!"

Cosi disse Adelor, osservando i volti stanchi ma gioiosi degli umani...

Nessuno s'aspettava l'arrivo di Adelor che, poche lune prima, irato come non mai, aveva abbandonato la sede delle assemblee ove si tenne il primo incontro con gli umani...

L'effetto sorpresa fu devastante anche per le Legioni Rosse...

L'ultimo assalto al nemico era ormai cominciato!

Le parole di Adelor, stratega carismatico come pochi, furono semplici durante lo scontro...

"E quelli che verranno dopo di noi sapranno che sono esistite le Spade Ambrosiane!
Sapranno che sono esistiti i Cuori Ambrosiani!
Sapranno di questa vittoria fin nell'altro capo del mondo!"





E cosi infuriava la battaglia!

La morte ed il dolore bagnavano di sangue nuovamente quelle terre martoriate, nel corso dei secoli, da guerre d'ogni sorta...

Demoni infernali, Semidei, Guerrieri Famelici di Vendetta, Esseri Infuocati, Draghi, Orchi, Oscuri...

Mille e più nemici usciti, alla resa dei conti, tutti sconfitti, inesorabilmente, dalla Capitale del Mondo intero!

Adelor combatteva con Tundhor, come accadeva ormai da secoli... No, era inutile tentare di averla vinta con l'altro, i due combattenti si equivalevano in tutto...

I loro Scudi paravano ogni colpo...
Le loro Armi si incrociavano cosi velocemente dal passare quasi invisibili agli occhi degli altri guerrieri nelle vicinanze...

Era uno scontro Epico, unico... mai visto prima d'ora in quelle terre... Continuarono per ore intere, senza sosta, mentre le Legioni Illuminate rendevano la giusta morte a quelle Terrifiche...

In breve Tundhor trovò alle sue spalle solo corpi dei suoi soldati...

La strategia di Adelor, mischiata con il cuore degli umani, aveva avuto la meglio sul nemico che non potè far altro che darsi alla fuga!






E cosi gli uomini ringraziavano Lord Adelor dapprima considerato quasi un vile mentitore...

E cosi Adelor li lasciò al meritato riposo con una frase che, forse, avrebbe lasciato ancora aperta la questione...

"Un giorno vi chiederò di ricambiare questo mio favore..."

La Battaglia era finita, ma restava forse ancora una Guerra da combattere?


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Capitolo IV: Ritirata alla Cittadella


E cosi il Signore Terrifico aveva a che vedersela con una bruciante sconfitta...

L'umiliazione era enorme per uno come lui, un condottiero, un combattente secolare, uno che aveva assaporato davvero poche volte il sapore della sconfitta, e mai per mano di semplici umani...

In breve l'Invasione più possente mai vista prima sulle lande ambrosiane si era trasformata in una disfatta colossale per le Legioni Rosse...

L'unica soluzione fu ritirarsi, ritirarsi alla Cittadella nelle vicinanze dell'Oscura Città...




"Che Adelor sia maledetto! Se non fosse stato per il suo dannato esercito di bellimbusti avremmo conquistato quell'inutile città!
Ma me la pagherà, oh se lo farà!
Che mi venga tagliata la testa e con essa ogni arto del mio corpo mutilato se cosi non sarà!

MUOVETEVI VOI!
Fortificate quel muro!
Reclutate nuovi mercenari e dannati banditi in giro per il mondo!
Il Mio esercito dev'essere per lo meno triplicato!"


Tundhor dava precisi ordini ai suoi legionari... la Cittadella doveva essere fortificata, e l'esercito, orfano di perdite di indefinita entità, aveva bisogno d'essere rimpolpato da carne fresca da mandare al macello in battaglia...

La Cittadella... appunto, mai visto luogo più strategico...

Nel perfetto centro tra i confini Oscuri e quelli Umani... Una cittadella fortificata, racchiusa in un insormontabile montagna...

Al suo interno, le Grotte di Despise, da secoli abitate da creature immonde che, tuttavia, mai si sono spinte al di fuori di esse...

Una cittadella un tempo splendente quando, secoli orsono, veniva gestita da Lord Adelor e dalle Legioni Illuminate...

Ma Tundhor, con l'aiuto di abili necromanti, riuscì a rinforzare il proprio esercito e, quindi, a conquistarla rendendola terra sua...




In breve tempo nuove Legioni arrivavano da ogni dove...

La città fu rimpolpata da nuovi uomini, da mura più resistenti, da cannoni e da trappole in ogni dove...

Come la tana di un ragno entrarvi era facile, ma uscirvi era a dir poco un'impresa...

Tundhor entrava e usciva incolume, come suo solito daltronde, dalle Grotte di Despise, quasi come se tenesse sotto controllo qualcosa...

Difatti era ormai da tempo che la soglia di quelle caverne non veniva solcata da piede umano...
Chissà al loro interno cosa si cela...
Chissà se, un giorno, qualcuno tenterà l'impresa di liberare quella che un tempo era una splendente cittadella commerciale...



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Capitolo V: Vittoria!


E cosi dopo lunghi mesi di sofferenza era giunto il momento di vendicarsi...

Ambrosia era sugli scudi, le armature scintillavano al sole e le spade non vedevano l'ora di svolgere il loro compito.

Gli Ambrosiani erano pronti, ormai, a sferrare il contrattacco. L'ultimo capitolo di quest'ardua battaglia stava per terminare, Vittoria o Sconfitta, tutto sarebbe dipeso da quei valorosi guerrieri.





Lord Adelor aveva messo in guardia gli Ambrosiani da ciò che li stava aspettando...
La cittadella era fortificata come non mai, una masnada di guerrieri dal rosso manto li attendeva al varco, trappole e congegni esplosivi li attendevano nascosti in ogni dove...

Una trappola per topi, cosi l'aveva chiamata... ed, in effetti, di trappola si trattava...

Lord Adelor e le sue Legioni Illuminate avanzarono prima degli ambrosiani cosi da spianare la strada e da abbattere quanti più nemici possibili, rendendo meno difficile il già quasi impossibile compito degli umani...

Nel frattempo tutti prepararono i destrieri al viaggio, dovevano attraversare la stradina fra le due montagne, strada che delimitava il confine tra i territori umani e quelli oscuri...

Avrebbero potuto incontrare qualsiasi tipo di avversario dopo quella strada, ma erano pronti, ricolmi d'orgoglio e voglia di vittoria cavalcavano velocemente verso l'obiettivo, era questione di tempo, ormai, ed il mondo avrebbe conosciuto i vincitori di questa lotta senza sosta...





E cosi giunti alla cittadella fortificata iniziò l'ardua battaglia!
Manti rossi contro manti dorati, Ambrosia o Legioni Rosse, L'Impero o Lord Tundhor, il Signore terrifico... Uno dei due avrebbe assaporato l'amara sconfitta...

Orde di cavalieri affamati di sangue si scagliavano come fiamme demoniache contro il popolo di Mithra, in blocco arrivavano a scontrarsi contro gli umani, compatti come mai, volenterosi di sangue, come mai prima...

Astutamente Tundhor cercò d'attirare l'attenzione degli umani con bauli ricolmi di ricchezze piazzati in varie parti della cittadella.
Uno, dopo il ponte sotto il ruscello, altri sulle terrazzate delle dimore in pietra bianca...

Purtroppo alcuni cascarono nel tranello rimanendo vittime delle trappole nascoste nelle immediate vicinanze dei bauli... Geniale stratagemma di Tundhor che colpì gli umani con uno dei loro vizi più pericolosi, la brama di ricchezza!



Per ore durò il combattimento, si arrivò fino a tarda sera, fino a che ogni legionario fu abbattuto...
Nemmeno i Generali Terrifici seppero resistere, uccisi senza pietà...

Tundhor, tuttavia, non s'era ancora visto... Un'aria silenziosa e allo stesso tempo inquietante avvolgeva la cittadella ormai sgombra da manti rossi... Qualcosa non andava...




D'un tratto apparve Lord Adelor... la sua scintillante armatura era ormai quasi coperta totalmente dal sangue nemico... Il suo scudo, tuttavia, era pulito, circondato dal suo classico alone incantato che lo rendeva impenetrabile...

Sembrava stremato, stavolta, come tutti gli ambrosiani daltronde...

Spiegò che la battaglia non era finita... oh no.. avevano appena iniziato...

Indicò Despise, le interminabili caverne ove le peggiori immondità albergavano da secoli...

Al loro interno, nell'ultimo tunnel, era custodita una Pietra Arcana...

A lungo Adelor parlò di essa, di quanto fosse indispensabile trovarla poichè solo cosi Tundhor sarebbe stato sconfitto...

Gli umani, dunque, dovevano affrontare un'ultima prova prima di definirsi vincitori...

Attraversarono le i tunnel di Despise, in lungo ed in largo cercarono questo famelico baule subendo continui attacchi da Tundhor che, malignamente, appariva e scompariva innanzi ai loro occhi sferrando attacchi a sorpresa...

Adelor li seguì, ovviamente, cercando di tenere sotto controllo Tundhor, attirando la sua attenzione onde evitare nuovi morti per sua mano...

Giunsero finalmente al baule, nel terzo tunnel di Despise, e lì si consumò il più grande combattimento che occhi umani abbiano mai visto...





In ogni dove combattevano i due Signori della guerra!
Camminavano sulle acque come esseri sovraumani sferrandosi colpi di mostruosa potenza.
Effetti quasi pirotecnici venivano emanati dagli scudi, che, scontrandosi, davano vita ad onde d'urto potenti più d'un attacco necromantico o di magia bianca!

Fiamme, fulmini, scintille, si mostravano illuminando l'oscura caverna! I due combattevano ad una velocità sovrannaturale, ma, daltronde, avevano ammesso di non essere umani, nè oscuri, nè come altri esseri esistenti su quel mondo...

Nel frattempo gli umani si scontrarono con Draghi e Wyrm pescati da Tundhor nelle profondità di Destard, e portati a Despise per custodire il Baule...



Alla fine gli umani vinsero i nemici, ancora una volta e, aprendo il baule, presero possesso della Gemma Arcana...

Improvvisamente Tundhor e Adelor furono risucchiati da un vortice magico fuoriuscito dalla Gemma...


Entrambi... si... anche Adelor si sacrificò per il bene del mondo... La Gemma doveva assorbire entrambi, e non solo Tundhor, ma questo non fu detto da Adelor fino al momento in cui sparirono nel nulla...

Nessuno sa in quale mondo sconosciuto siano finiti i due signori della guerra, ma, quel che si sa, è che il mondo era nuovamente salvo, che Ambrosia era uscita nuovamente vincitrice grazie, ancora una volta, ad un prezioso alleato...



Ad Adelor fu dedicata una sezione nella Sala delle Meraviglie, in Ambrosia, e gli umani ripresero la loro vita arricchiti da una nuova esperienza e consci che gli alleati vanno custoditi come tesori...



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