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Home > La Storia > L'Era Teocratica - Capitolo III 
'Era Teocratica

apitolo III

Questa è una storia di Dei e di Eroi Mistici.
E' la storia di un mondo favoloso nel quale la realtà e il soprannaturale si confondono e gli uomini e le divinità lottano fra loro...

Età Teocratica, epoca in cui il credo assoluto verso le divinità segna costantemente il quotidiano degli uomini e di ogni essere vivente e senziente.
Il mondo è cambiato, o per lo meno il mondo conosciuto lo è.
Le Grandi Guerre fra uomini ed esseri mostruosi hanno segnato questo secolo appena trascorso, macchiando di sangue città intere, e lasciando nei volti e nei cuori di chiunque non sappia impugnare un'arma un senso continuo di terrore.
Le grandi istituzioni umane come Ordine Clericale e l'Accademia di Magia sono andate distrutte dalla superbia degli uomini, troppo sicuri dei propri mezzi individuali per istituirsi in gruppi.
Alleanze ed inimicizie si sono susseguite come il passare delle stagioni, e molti, troppi, sono morti per la vana gloria di pochi.
L'Impero umano ha perso parte della sua grandezza e della sua compattezza, lasciando cadere in mano a briganti e creature mostruose città ed isole, mentre l'Alleato storico, fra le fitte fronde della Sacra Foresta Elfica, ha troppo spesso taciuto ed osservato con distacco, tirandosi fuori dai conflitti e lasciando l'uomo in balia di se stesso.
Il degrado e la miseria, tangibile e morale, hanno preso il sopravvento grazie alle debolezze dell'uomo, ma ciò è solo ciò che emerge all'occhio poco attento, come i petali assopiti di una pianta morente, mentre è dalle radici che inizia tutto.
Radici, un tempo 7, nate da altrettante Divinità Madri.
Solo 3 di esse sono sopravvissute nel tempo, e dei perchè intendo scrivere.

Possono esseri mortali far cadere un Dio immortale?
La risposta è si, ed è per tale ragione che 4 radici sono andate perdute.
Ymir, padre dei Gelidi, Tore, padre dei Mezzorchi, ed infine Ahriman, padre degli Oscuri, sono col tempo assopiti, privati del loro potere di creazione e di distruzione. I loro figli, dimenticandosi di loro, dimenticando il sacro culto della preghiera, li hanno indeboliti a tal punto da renderli privi di ogni energia, e quindi assopiti nell'oscuro oblio.
Assopendo le divinità le radici muoiono, e le razze cessano di essere. Una dopo l'altra queste tre razze, un tempo gloriose, hanno cessato di esistere, morendo come punizione divina, come ultimo atto di disprezzo da parte di quelle Divinità loro volta disprezzate e rinnegate.

Cosi, solo due razze sono sopravvissute, quella Umana e quella Elfica, l'una troppo debole per non votarsi ad un Dio, l'altra troppo saggia per dimenticarsi della Madre che le ha dato la vita.
Mithra e Gaea, dunque, Divino Luminoso e Madre Terra, hanno mantenuto il loro vigore che anzi, col tempo, si è rafforzato grazie alla caduta dei loro fratelli assopiti.

Per tale ragione, e per loro dono, in una grotta sepolta dalla sabbia rinvenni degli altari e delle statuette, e sotto di essi dei Tomi che narravano dell'esistenza di altri Figli degli Dei, di altre Divinità, che chiamai le Divinità Sepolte.
Tali Divinità furono il dono di Mithra e Gaea ai propri figli mortali, affinchè potessero contare sulla presenza di altri esseri immortali e divini, ai quali votarsi ed ai quali chiedere grazia e doni.
Andyo, Baldur, Belfhalak, Dahmeth, Eir, Njord, Ullr e Volcan furono messi da Mithra in questo nuovo e vigoroso Pantheon, mentre Gaea diede vita a Freja, Heimdal e Vedar, ai quali affidare la custodia della Sacra Foresta e dei propri figli mortali.
Queste Divinità però, non essendo pure e prime come Mithra e Gaea, mostrarono col tempo caratteristiche vicine ai mortali, e si interessarono alla loro vita, intervenendo in essa, con doni o maledizioni, con grazie o torture, segnando nel bene o nel male la vita degli uomini e degli elfi.
Alcuni, si narra, pare siano stati visti donare ai loro cultisti oggetti straordinari, sotto forma umana e non di pura essenza, e per tal motivo furono maggiormente venerati poichè mostratisi tangibili e reali.

In pochi osarono rinnegare gli Dei, e non si udì mai più pronunciare la frase "Gli Dei non esistono", poichè bastò questo a far cadere dal cielo fulmini e saette capaci di folgorare colui che con troppa stoltezza osò pronunciare quelle parole.

Ma, in ogni storia c'è sempre un lato oscuro, e per un Dio primo non è cosi naturale dare la vita ad un Dio figlio.
Ogni Divinità non prima, difatti, è inevitabilmente composta da bene e male, da energia positiva e negativa, necessarie a mantenere l'equilibrio.
Ma, forse per la troppa bontà verso i mortali o verso i propri figli divini, Mithra e Gaea decisero di separare il lato malvagio da alcuni di loro, dando la vita a degli esseri di pura malvagità, dei rinnegati, scacciati dall'ultraterreno e relegati sulla terra, i Titani...
Esseri ritenuti immortali, dai poteri sterminati, diversi per forma e per abilità, che seminano distruzione e disperazione nel mondo come vendetta verso gli Dei.
Cosi come ogni essere umano ha in sè un lato oscuro, ogni Divinità Figlia porta con se un fardello di malvagità, staccato si dal proprio io, ma vivo e presente, ed in cerca di rivalsa.

Ed in tale scenario, fuori dalla storia e dal tempo, ma vivi e nuovamente rinvigoriti, mostrano nuovamente il loro volto da troppo celato nelle tenebre altri esseri immortali, i Vampiri.
Nascosti per decenni i Vampiri sembrano essersi riproposti a gran voce sulla scena mondiale, approfittando della fine delle stirpi mezzorchesche, oscure e gelide.
Il mondo ha bisogno di cattivi, dicono, ma spesso c'è più cattiveria nell'uomo che in un immortale vampiro.
Molti continuano a nascondersi, altri mostrano il loro reale aspetto demoniaco solo a pochi prescelti, ed altri ancora, presi dalla sete di sangue, lasciano che il loro essere demoniaco sia conosciuto in ogni dove, cosi da portare sofferenza e dolore, sconvolgendo le vite dei malcapitati. Chiunque sogna di essere immortale, mi disse un tempo un caro amico, ma spesso il prezzo da pagare è troppo alto, ed i Vampiri, forse solo loro, sanno qual'è questo prezzo...

Infine scriverò degli Eroi, paladini dell'umanità o uomini che si sono contraddistinti nel mondo, e unici capaci di tenere testa ai Titani e di avere il rispetto, e talvolta il timore, da parte degli Dei.
Il mondo ha bisogno di eroi, e per ogni eroe nato dicono che una lacrima segni il volto degli dei Primi.
Per render loro omaggio, in un luogo a metà distanza dalla terra e dai cieli, è stata creata un sala, la Sala degli Eroi, in cui le loro statue ed i loro leggendari oggetti sono custoditi.
Nessuno sa ove sia questo luogo, ma è oramai da qualche anno che lo cerco ed in cuor mio so che un giorno gli Dei mi guideranno verso la sua scoperta...

Dal Diario personale di Asgard Istur, Investigatore.



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